TRA LORO – Richard Ford

 

 

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Questa storia ha inizio negli anni Venti dello scorso secolo, nel profondo Sud degli Stati Uniti. Una giovane coppia viaggia tra il Mississippi e l’Arkansas su una Ford scassata, a due porte. Lui è un rappresentante di detersivi. Lei è sua moglie “Non si annoiavano, sentivano di avere poco per cui voltarsi indietro, e non lo facevano“. Parker Ford e Edna Akin sono ragazzi semplici, poco scolarizzati, allevati secondo i sani principi della provincia, votati e forgiati al sacrificio. Gente comune. Non sanno – come potrebbero – che di lì a poco concepiranno un figlio, l’unico, e che quel figlio, da bambino scalmanato e svogliato negli studi, da adulto diventerà uno dei maggiori scrittori americani della seconda metà del Novecento. Tra loro è un memoir brevissimo ma denso di aneddoti e riflessioni, sulla vita e la morte. Un libro sull’essere figli che non hanno figli. Sull’essere figli adulti di un padre morto troppo presto “Non riesco a ricordare il suono della sua voce, anche se lo desidero ardentemente”. Il titolo suggerisce che lui, il figlio, nascendo, si è intromesso tra le singole unità che formano la coppia, affiatata, innamorata. Due memoriali scritti a distanza di trent’anni l’uno dall’altro. Nel primo, Ford racconta la storia di suo padre, gli inizi in un negozio di frutta e verdura, il licenziamento, la nuova professione di commesso viaggiatore che lo ha portato in giro per sei Stati americani del Sud in compagnia della moglie. Poi da solo, lontano dalla famiglia cinque giorni la settimana. L’infarto. Un secondo infarto. La morte un sabato mattina, con il giovane Richard che prova a praticargli la respirazione bocca a bocca sul letto.

Edna, la madre. Con lei Richard ha un rapporto di complicità. I due stabiliscono un patto di reciproca assistenza. Sono soci. Richard va all’università nel Michigan, lei conosce un tizio sposato, la sua unica distrazione. Nessuna illusione, nessuna gioia “Richard, io non andrò mai in estasi. Non è nella mia natura. Concentrati sulla tua vita. Lascia in pace la mia. Saprò badare a me stessa”. Mamma, ti stai godendo la vita? Gli aveva chiesto lui, tra un viaggio e l’altro. Le distanze. Quanto è grande l’America. Questo è un libro di sentimenti, di storie vissute, ma è soprattutto un libro sulle distanze: da due vite perdute, da una famiglia ridotta all’osso, dai ricordi che non ci abbandonano. Un libro che commuove, un grande libro.

Angelo Cennamo

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